giovedì 2 agosto 2007

Alla scoperta della Sanremo sotterranea. Ecco cosa c'è sotto la città

Scas Sanremo
SANREMO (IM). Cavità artificiali, alvei naturali, cunicoli segreti e fortificazioni intrise di storia per scoprire una città sotto la città. E’ quello che, con tanta curiosità (e, permettete, con una buona dose di fegato) a Sanremo i ragazzi dell’associazione Scas sono riusciti a realizzare con le loro spedizioni urbane sotterranee.
Rivelazioni mozzafiato che anche il sanremasco più radicato forse non conosce e che risalgono, da non crederci, al Medioevo come un monastero di suore clarisse che nel 1673 aveva sede sotto (a 6 metri di profondità) l'attuale posteggio dei motorini di piazza Colombo, convento raso al suolo e dalle cui recenti ceneri belliche venne costruita una caserma.
E ancora, rimanendo in tema, ora è una certezza la leggenda locale che raccontava di disegni militari (2° guerra mondiale) tedeschi lasciati scritti sui vecchi muri.
Davide Bagnaschino
Ma non basta. Vicino al convento e di epoca forse anche antecedente a questo, gli speleologi Scas hanno rinvenuto i locali di un frantoio, comprese le sue vasche di sansa e le macine: uno tra i tanti che, nei secoli scorsi e più recentemente, operavano sulle sponde del Rio San Francesco, frantoio che è oggi considerato la parte più storicamente interessante e la più grande in tutta la città. “Sempre ad epoca medioevale - racconta il presidente dello Scas Sanremo Davide Bagnaschino risale anche la serie di cisterne per l'acqua piovana che abbiamo trovato un po' dovunque, anche in piazza Cassini. Le dimensioni si aggirano intorno ai 10 metri per 5 e vi si accede tramite un tombino esterno”.  Nei sotterranei del centro, è stata anche ritrovata traccia di una caserma del 1800, precisamente sita sotto l'attuale Palafiori. Insomma, una Sanremo dal volto antico e ai molti sconosciuto che i soci speleologi dello Scas hanno voluto ricomporre nella sua storia accedendo dai cunicoli del torrente e di piazza Colombo “partendo - come racconta il tesoriere Scas Alessio Cassini - dal riferimento cronologico dell'attuale palazzo degli archi che, proprio nella grande piazza matuziana, copre un edificio dei primi dell'800”.
Andrea Bianco
Bagnaschino, come d'altronde anche gli altri compagni di ventura, si è sempre appassionato alla materia storia tanto da praticare attività speleologica già dall'89. All'inizio gli interrogativi che hanno accomunato il gruppo dei ragazzi si ponevano dei “chi” e “perché” avesse costruito certe opere. “Ed oggi, - riflette ancora Alessio - sarebbe bello chiudere il discorso conoscitivo della struttura di Sanremo, in particolar modo del centro anche perché risulta essere la parte più antica rispetto alle estremità cittadine”. Ecco allora la spinta ad un'altra possibile spedizione: “quella alla scoperta di Villa Maniolie e dei suoi sotteranei. - pensa il vicepresidente Andrea Bianco - Ora è in sistemazione per accogliere il Liceo Cassini ma si dice che negli anni 40 li avesse sede il comando tedesco”.

Alessio Cassini
E' bene sottolineare che improvvisarsi speleologi attraversando Sanremo è assolutamente da evitare. Molto meglio, invece, segnalare ogni indicazione allo Scas le cui spedizioni si spostano anche fuori porta: non solo a Taggia in esplorazione sotterranea delle cisterne del convento domenicano dove si racconta di una cinta muraria con varie torri o alla Diga di Badalucco con i cunicoli per l'acqua che sarebbero serviti alla centrale elettrica di Castellaro o ancora a Glori dove esiste la colonia di pipistrelli più grande della Liguria. La loro sete di sapere si è diretta anche all'Operazione Chaberton che, nella Valle di Susa, è il forte più alto d'Europa (3,130mt). 

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